sono le volte come questa in cui impari davvero.
in cui hai davanti a tutto quello che una mano e una mente
sono in grado di scrivere. e sembra che non basti l' inchiostro d' idee.
c' è la dionisicità di un corpo.
in cui si fluidificano gli umori. quelli viscerali
reticolari. e che sono lo scheletro di un abisso nudo
che ti si apre davanti. come un precipizio
sul mare di tutto quello che senti. ortodromico.
lo senti pulsare dalle carotidi alle tibie.
dall'inizio alla fine di quello che costituisce mosaico di te.
si fa libagione dei sensi.
banchetto per tutte quelle espressioni
che il caso o il tempo
chiudono a chiave dentro un cassetto.
c' è nell' attesa però uno stroma dorato
che regge e trasmette col suono di un flauto traverso
le passioni
che non sono in grado di uscire. da sole.
e ora?...